Controlli AIA e AUA

Controlli AIA

Al 31/12/2018 risultano autorizzate nel territorio regionale 127 installazioni AIA di cui 2 di competenza statale e 125 di competenza regionale (elenco aziende per tipologia, elenco aziende per Comune).

Tali installazioni sono soggette ai seguenti controlli:

  • autocontrolli delle emissioni da parte del Gestore con le frequenze e le modalità stabilite nell'Autorizzazione Integrata Ambientale (PMC Piano di Monitoraggio e Controllo);
  • controlli da parte di ARPA che opera per conto dell'Autorità competente negli impianti di competenza regionale e per conto dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale negli impianti di competenza statale.

Per ciascuna installazione e per ogni anno sono resi disponibili al pubblico gli esiti dei controlli e i dati degli autocontrolli relativi alle emissioni in aria e acqua, ai rifiuti prodotti e alle emissioni sonore.

I controlli effettuati da ARPA comprendono sia le visite ispettive ordinarie o programmate, previste dall'art. 29-decies, comma 3 del D. Lgs. 152/2006 per la verifica del rispetto delle condizioni dell'autorizzazione integrata ambientale, sia le visite ispettive straordinarie non programmate.

 

Il Piano d'Ispezione Ambientale (DGR n. 586 del 04 giugno 2018) definisce le frequenze e le procedure per lo svolgimento delle visite ispettive ordinarie e straordinarie presso le installazioni AIA autorizzate nel territorio regionale.

 

Il Programma delle visite ispettive 2019-2021 approvato annualmente riporta l'elenco delle aziende AIA e la frequenza dei controlli in sito che saranno svolti da ARPA nel triennio di riferimento. La frequenza del controllo è definita in base alla valutazione del rischio ambientale effettuata da ARPA con il modello SSPC (Delibera del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente n. 63 del 15/03/2016). Sono sottoposte ad un controllo programmato annuale le 35 installazioni che si trovano nella fascia a più alto rischio (oltre il 90° posto nella graduatoria di rischio crescente).

Le rimanenti sono sottoposte ad un controllo ogni 3 anni: il primo anno le 30 aziende con grado di rischio più elevato (collocate tra la 61° e la 90°); il secondo anno le 30 aziende collocate tra la 31° e la 60° posizione nella graduatoria; il terzo anno le 30 aziende a grado di rischio meno elevato (dal 1° al 30° posto nella graduatoria). Nel caso in cui la precedente ispezione abbia evidenziato una grave inosservanza dell'autorizzazione è prevista una visita ispettiva semestrale.  Le visite ispettive straordinarie sono svolte "a sorpresa" ogni qualvolta ritenuto necessario da ARPA o dal Servizio regionale.

 

Controlli AUA

I soggetti competenti in materia ambientale che intervengono nei procedimenti sostituiti dall'Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) sono la Regione, il Comune, la Provincia e l'Auri. Gli stessi soggetti sono deputati anche al controllo degli aspetti di propria competenza.

La Regione Umbria è competente in materia di scarichi in corso idrico superficiale e su suolo e in emissioni in atmosfera, sia ai fini del rilascio dell'autorizzazione che della esecuzione delle funzioni di vigilanza e controllo.

 

Con DGR n. 499 del 24/04/2019 la Giunta Regionale ha approvato il Piano dei controlli AUA. attuando quanto raccomandato dal Parlamento e dal Consiglio Europeo nel 2001 in merito alla pianificazione delle ispezioni ambientali "di tutti gli impianti industriali e di altre imprese e strutture le cui emissioni atmosferiche e/o i cui scarichi in ambiente idrico e/o le cui attività di smaltimento o riciclaggio dei rifiuti sono soggetti ad autorizzazione, a permesso o a licenza…".

 

Dato l'elevato numero di impianti AUA ad oggi autorizzato (circa 3.100), il Piano prevede che la programmazione dei controlli ordinari venga effettuata prendendo in considerazione le attività produttive situate nelle aree a maggiore criticità ambientale rispetto alle matrici aria, acqua e suolo, individuate in base ai documenti di pianificazione regionale (Piano di tutela delle acque, Piano per la qualità dell'aria, Piano regionale per la bonifica delle aree inquinate). Tra gli impianti selezionati in base al criterio della localizzazione dovranno essere individuati quelli in cui vengono svolte le attività considerate più impattanti (combustione, utilizzo solventi, scarichi pericolosi in corpo idrico superficiale, fornitura carburanti, attività a significativo impatto odorigeno, produzione calcestruzzo, allevamenti).

 

ARPA predispone l'elenco degli impianti AUA autorizzati che soddisfano i suddetti criteri. Tali impianti saranno oggetto di controlli programmati da parte di ARPA, della Regione e delle Altre Autorità competenti deputate al controllo ambientale.

 

L'elenco di ARPA sarà pubblicato nell'area tematica del sito istituzionale della Regione al fine di attivare parallelamente all'azione ispettiva anche un'azione preventiva a garanzia della massima tutela dell'Ambiente, secondo il principio dell'azione ambientale di cui all'art. 3-ter del codice ambientale.  Il modello di check-list per gli impianti AUA, approvato dal Consiglio Federale del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente con Delibera n. 74 del 12/07/2016, può essere un utile strumento di autovalutazione per le aziende.

 

Oltre alle ispezioni ordinarie le Autorità competenti al controllo ambientale e ARPA effettuano controlli straordinari.

 

I risultati dei controlli saranno resi pubblici sul sito istituzionale.


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